Quando tutti hanno detto di no, tu chiedilo ai nonni

Era Giugno, faceva molto caldo ed io aspettavo che la sposa fosse pronta per salire in camera e scattarle qualche fotografia prima di raggiungere la chiesa, quando ad un tratto questo simpatico vecchietto mi disse di seguirlo.. Aveva una bella giacca ed un sorriso rassicurante; iniziò a farmi conoscere i suoi alberi, mi disse che era legato ad ognuno di essi per motivi differenti; ognuno di questi meravigliosi alberi aveva una storia particolare dietro, c’èra quello che aveva piantato quando era ragazzo, quello che volevano abbattere perchè i rami iniziavano ad essere troppo ingombranti ma lui si oppose e c’era quello che veniva usato come “palo” quando si giocava a calcio con gli amici, mi disse persino che ogni volta che il pallone toccava il suo albero, lui avvertiva un dolore sul costato. Parlava dei suoi alberi come se fossero delle donne, le donne che aveva amato nella sua vita; ognuna di esse gli aveva lasciato qualcosa, un ricordo, una sensazione, un preciso odore; altre invece non gli avevano lasciato nulla, ma rimasero lì e ne parlava attribuendogli la stessa importanza delle altre. Andai via sorridendo, dissi ad Annalisa, la sposa, quello che era successo e perchè tardavo a salire in camera, lei mi guardò e mi disse: mio nonno è cieco. Pensai a questo tutta la giornata, quest’uomo parlava dei suoi alberi, come se li avesse di fronte, ne ricordava il colore, l’altezza, la lucentezza, eppure non li vedeva. Non in quel momento almeno, ma li aveva guardati per cosi tanto tempo, che non li avrebbe più dimenticati. Questo progetto sui nonni, lo dedico a lui e al mio di nonno, che sicuramente si sarebbe trovato sotto uno dei suoi alberi, a giocare a briscola.

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